V10-Le creste

V10 - Le Creste

Un percorso molto vario che collega tutte le colline che circondano Vittorio Veneto. Da molti anni è noto agli appassionati di trail runnig che si danno appuntamento il mese di febbraio per una corsa autogestita; nel tempo con diverse denominazioni (Seven Ridges TrailFive Ridges Trail) ha richiamato numerosissimi atleti anche da fuori regione.

La descrizione, pur non ricalcando fedelmente il percorso originale, offre la possibilità di effettuare un itinerario che, sebbene piuttosto impegnativo, può riservare grandi soddisfazioni.

In breve

Distanza

circa 25 km – circa 30,5 km la variante 1

Dislivello

circa 1500 m – circa 2100 m con la variante 1

Caratteristiche

Grado di Difficoltà

Impegnativo

Calzature Consigliate

da trail running o da escursionismo

Copertura telefono cellulare

Quasi continua

Percorso adatto a

Escursionismo - Trail Running - Mountain Bike - Nordic Walking

Partenza

Piazza Giovanni Paolo I - Vittorio Veneto
Indicazioni su Google Maps

Arrivo

Piazza Giovanni Paolo I - Vittorio Veneto

Parcheggi Disponibili

Piazza Giovanni Paolo I - Vittorio Veneto
Indicazioni su Google Maps  

Cartografia

Casa Editrice Tabacco 068 Prealpi Trevigiane e Bellunesi – Monte Cesen – Col Visentin (Scala 1/25.000)

Punti Acqua

Case Dottor/Botteon, Grotta dell’Angelo, Borgo Castagnè, Parco Segreto, scalinata di Santa Augusta, Santuario di Santa Augusta, Chiesa della Madonna della Salute, via Diaz

* alcune fontane possono essere chiuse nella stagione invernale

Punti D'Interesse

Servizi presenti nel Percorso

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Punti Acqua

Il Percorso

Itinerario in sintesi

Piazza Giovanni Paolo I – Castello di San Martino – Cresta di San Paolo – Cresta del Monte Altare – Cresta della Bigontina – Cresta del Monte Piai – Cresta del Monte Baldo – (Cresta di Serravalle – Cresta di Fregona) - Piazza Giovanni Paolo I.

Nelle descrizioni vengono inoltre riportate alcune possibilità di rientro veloce in caso di necessità.

Km 0,00 - Il percorso inizia da Piazza Giovanni Paolo I (comunemente: Piazza Duomo). Guardando la Cattedrale, la si contorna sul lato sinistro verso il Patronato superando la chiesetta di San Paolo al Piano – oggi parte del Museo della Battaglia - e poi salendo in moderata pendenza per Via Rodolfo Caroli, fino ad arrivare a un incrocio. Si scende verso destra lungo Via Jacopo Stella. Dopo circa 400 metri, poco prima dell’incrocio, si gira a sinistra imboccando una breve salita. Poco dopo, superato un cancello, sempre aperto, si intravvedono “le scalette”. Durante la salita possiamo notare in alto sulla destra il Castello di San Martino, ancora oggi residenza vescovile. Al termine della scalinata si raggiuge la strada asfaltata. In breve, girando a destra, si raggiunge il Castello.

Km 0,950 – Si gira a sinistra e ci si immette nel parcheggio del castello proseguendo in salita sul sentiero (n.1041) che si inoltra sotto agli alberi. Dopo qualche decina di metri il sentiero compie una svolta di 180° e comincia a salire più decisamente raggiungendo in breve il deposito dell’acquedotto. Si prosegue sul sentiero principale con varie svolte fino ad arrivare a un incrocio.

Km 1,250 – Si prosegue dritti, ora salendo con più decisione, fino a sbucare sul filo di cresta del Colle di San Paolo.

Km 1,400 – Continuando in saliscendi sulla cresta con qualche passaggio più impegnativo si arriva a una grotta, si ignora la traccia che sale sulla sinistra proseguendo sul sentiero che passa sotto agli edifici fino a raggiungere il viale di cipressi che porta alla Chiesetta di San Paolo al Monte.

Km 1,650 – Si torna quindi sui propri passi ripercorrendo in discesa il vialetto fino alla porta di “San Zuane” un arco in pietra che immette in una discesa piuttosto sconnessa (sent. 1042A). Dopo qualche decina di metri la pendenza si addolcisce e il fondo migliora. (Dalla chiesetta è possibile il rientro al punto di partenza in piazza Giovanni Paolo I seguendo le indicazioni del Percorso V11).

Km 2,000 – Al bivio si tiene la destra, la strada sterrata si restringe fino a diventare un sentiero e si incontrano in rapida successione tre bivi. Al primo si prosegue dritti, mentre ai due successivi si tiene la destra sempre scendendo fino a lambire la recinzione delle Case Segat, comunemente conosciute come “la casa del Tedesco”. Qui, sulla destra, si può osservare un vecchio abbeveratoio. Dopo una curva a gomito, si arriva alla fine della discesa e si inizia quindi a risalire un piccolo tratto franoso, proseguendo in falsopiano sul comodo sentiero.

Km 2,400 – Al bivio si tiene la sinistra, si comincia a salire fino a ritrovare la recinzione delle Case Segat.

Km 2,500 - Dopo pochi passi si abbandona il sentiero, che continua in piano, (questo è l’unico tratto che si percorre due volte proseguendo dritti si torna al punto di partenza), per girare a destra iniziando così a salire sulle pendici del Monte Altare. Dopo qualche decina di metri si esce dalla vegetazione e si può vedere più in alto la caratteristica croce bianca posta sull’anticima del colle. Si rientra nel bosco e si continua a salire fino ad una curva a gomito dove la pendenza si addolcisce. Alla curva successiva, si ignora il sentiero che si stacca sulla sinistra e si continua a salire fino a una piccola insellatura.

Km 2,950 – Dalla sella, si gira a sinistra salendo direttamente verso la croce, lungo la traccia che si inerpica lungo un tratto roccioso. Una volta raggiunta l’anticima, e la croce,  si prosegue sul filo di cresta non senza aver ammirato lo stupendo panorama. Dopo circa cinquanta metri in falsopiano, a un bivio, si imbocca il sentiero di sinistra riprendendo a salire e percorrendo i vari saliscendi, con qualche punto più impegnativo, che caratterizzano la dorsale.

Km 3.750 – Dopo una breve discesa, si raggiunge una curiosa scalinata formata da gradini di pietra, che conduce alla cima vera e propria del Monte Altare. La scala è stata riportata alla luce da pochi anni e qualcuno l’ha chiamata “scala dei Cleromanti” in quanto si ipotizza che in epoca precristiana sulla cima del Monte Altare (chiamato anche Colle Maledicto) si svolgessero riti divinatori.

Km 3.800 – Dalla cima si imbocca il sentiero che scende tra gli alberi sulla destra percorrendo un tratto di un centinaio di metri, piuttosto ripido e scivoloso in caso di terreno bagnato. Successivamente, la pendenza si addolcisce; si continua sempre dritti, ignorando alcuni bivi, sul sentiero che contorna, tenendosi sul culmine, quello che un tempo era chiamato il “Prà Liss” e che ora, contrariamente al suo nome, è quasi completamente ricoperto da vegetazione.

Km 4.000 – Dopo aver superato sulla destra una panchina e un bivio, il sentiero principale continua a scendere, dapprima dolcemente poi più decisamente.

Km 4,400 – All’incrocio si tiene la destra, dopo poche decine di metri il sentiero (piuttosto fangoso dopo la pioggia) si allarga e successivamente arriva ad un gruppo di case (Case Foda).

Km 4,700 – Superate le case, si inizia a scendere su strada cementata fino al secondo tornante.

Km 5,250 – Si imbocca la strada sterrata che si stacca sulla sinistra continuando a scendere.

Km 6,150 – Si ignora il sentiero sulla sinistra e si prosegue in discesa proprio sopra l’autostrada A27.

Km 6,550 – Si arriva a Case Posocon, si gira a destra e poi subito a sinistra, dapprima su strada sterrata poi su strada a fondo cementato in decisa discesa fino a raggiungere il fondovalle dove scorre un piccolo torrente.

Km 6,950 – All’incrocio, proprio sotto a un viadotto autostradale, si ritrova l’asfalto e si gira a sinistra in via San Fris.

Km 7,150 – Raggiunto l’incrocio con il sentiero che porta alle “Perdonanze”, si attraversa un ponticello per imboccare il sentiero 1042 che sale passando sotto al viadotto autostradale. Qui è possibile il rientro al punto di partenza in piazza Giovanni Paolo I seguendo le indicazioni del percorso V12. L’itinerario risale la Val Silan, si prosegue sempre dritti lungo il sentiero principale ignorando una prima indicazione “Cresta Bigontina Esperti”.

Km 7800 –All’altezza dei resti di un tavolo in legno, si lascia la traccia principale e si imbocca il sentiero a sinistra, che di fatto inverte il senso di marcia inerpicandosi sul fianco del Colle della Bigontina. La pendenza si fa più marcata fino che, percorsi alcuni secchi tornanti, si raggiunge il filo di cresta.

Km 8,700 – Si svolta a destra continuando a salire e percorrendo con innumerevoli variazioni di pendenza la “Cresta della Bigontina”.

Km 10,400 – Si raggiunge l’ultimo cocuzzolo e si gira sulla traccia di sinistra, in ripida discesa. Dopo qualche decina di metri il sentiero si trasforma in un tratturo. Dopo circa duecento metri si abbandona la stradina per imboccare un sentiero sulla destra che in breve porta sulla sottostante strada sterrata.

Km 10,650 – Si gira a destra scendendo e dopo aver percorso una rampa cementata si ricomincia a salire fino a raggiungere, dopo un’altra breve ripida rampa le Case Dottor/Botteon (fontanella).

 Km 11,100 – Si prosegue dritti (sent. n. 1050) trascurando il sentiero n. 1042 che sale sulla destra, subito dietro alla casa, e si continua quindi lungo la strada bianca principale che, all’aumentare della pendenza, diventa cementata.

Km 11,600 – Si raggiunge la chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto, comunemente nota come Chiesetta delle Perdonanze, successivamente la strada, di nuovo sterrata, comincia a scendere proseguendo poi con vari saliscendi.

Km 12,150 – All’incrocio si prosegue dritti e con una breve salita si raggiunge la “Grotta dell’Angelo” (fontanella). Si continua dritti fino a raggiungere un bivio, dove si imbocca sulla destra una stradina erbosa in salita.

Km 12,650 – Si sale fino a raggiungere una casa abbandonata, dove si svolta decisamente a destra verso l’abitazione. Si imbocca il sentiero che sale deciso tra gli alberi verso il Monte Piai.

Km 13,100 – Si raggiunge il primo cocuzzolo iniziando così a percorrere con innumerevoli variazioni di pendenza la lunga dorsale del Monte Piai.

Km 14,050 – Raggiunto il culmine della salita si inizia a scendere e, superati alcuni tornanti, si cala fino ad una selletta, dove si ritrova il sentiero 1042.

Km 14,450 – Si ignora il sentiero che scende a destra verso le Case Dottor/Botteon e si prosegue dritti raggiugendo in breve tempo, dopo aver superato una recinzione per il bestiame, un colle panoramico.

Km 14,500Da qui lo sguardo si spinge verso le Prealpi e si possono riconoscere il Col Visentin, il Monte Pizzoc, il Teverone e altre vette della catena dell’Alpago. Si scende ora lungo la massima pendenza su di una traccia ben marcata facendo attenzione a imboccare il sentiero che parte sulla sinistra: non oltrepassare assolutamente la recinzione! Il sentiero, dopo un primo tratto in falsopiano, supera un tornello e poi scende tra gli alberi facendosi più impegnativo a causa del fondo sconnesso e della pendenza. In seguito a copiose precipitazioni può risultare particolarmente scivoloso.

Km 14,850 – Si raggiunge una strada sterrata, si svolta a destra dapprima in leggera discesa per poi risalire fino a raggiungere una casa dove comincia l’asfalto. Percorso un tratto in piano si scende verso Borgo Castagnè (fontanella sulla sinistra). Restando sempre sulla strada principale si passa tra le case fino alla fine della discesa, per poi risalire per qualche centinaio di metri.

Km 15,950 – Siamo in località Castello; si attraversa la strada e si prosegue dritti sulla strada cementata che risale subito (si nota un cartello con segnavia 1042). Dopo una ripida rampa, la pendenza si addolcisce dopo circa 250 metri e il panorama si apre sul Monte Piai, su Borgo Castagnè e sulla pianura. Da questo punto è possibile il rientro a Piazza Giovanni Paolo I scendendo lungo il sentiero e poi la strada asfaltata seguendo le indicazioni del percorso V 13. Superata una curva, il fondo si fa cementato, si risale di nuovo ripidamente fino a raggiungere una baita privata, denominata “Baita da Ciano e amighi”. Si svolta a sinistra ora su fondo sterrato, incontrando dopo poche decine di metri un cancello (richiudere sempre, possibile bestiame al pascolo).

Km 16,550 – Al bivio si svolta a destra salendo su strada sterrata lungo il sentiero n. 1043; poco dopo, giunti a un prato caratterizzato da un’altana, si tiene la sinistra continuando a salire. Successivamente la strada compie un tornante e dopo circa 150 metri si trasforma in sentiero. Questo, dopo qualche decina di metri, diventa pianeggiante per poi scendere brevemente e continuare con saliscendi.

Km 17,100 – Giunti ad una piccola insellatura, si tiene la destra e in breve si raggiunge la croce del Monte Baldo, da cui si gode un bel panorama su Revine, il Col Visentin, i monti dell’Alpago e il Monte Pizzoc. Si prosegue prestando molta attenzione in quanto il tratto successivo si presenta particolarmente ripido, con roccette e radici sporgenti e, in caso di presenza di fango, è particolarmente insidioso. Raggiunta la piccola forcella sottostante si sale ancora per poi proseguire sul filo di cresta con innumerevoli saliscendi. Il sentiero in questo tratto è davvero appagante e piacevole da percorrere.

Km 17,900 – Bivio con il sentiero 1042A (possibilità di rientro, il sentiero arriva a borgo Vignola e da qui, scendendo fino a incrociare la strada provinciale Vittorio Veneto – S. Lorenzo – Tarzo, si trovano i segnavia del sentiero V13 che riporta in Piazza Giovanni Paolo I. Il nostro itinerario invece prosegue dritto in cresta, sempre con alternanza di salite e discese.

Km 18,500 – Si raggiunge una nuova piccola insellatura, dove si trovano due cartelli segnaletici gialli (“La Bocola” e “Con Alti”), si tiene la destra in discesa, lungo alcuni gradini in terra. Dopo una curva si entra in una sorta di tunnel vegetale fino a incontrare, dove il sentiero si fa pianeggiante, i primi vecchi castagni, che costituivano un tempo una fonte di reddito per le famiglie della zona. Dopo un tratto in falsopiano il sentiero tra i castagni comincia a scendere velocemente.

Km 19,600 – Si perviene ai ruderi della chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, situata su un ripiano erboso (Terrazza degli Artiglieri), un affascinante pulpito naturale collocato sopra la stretta di Serravalle, che fronteggia il Colle di Sant’Augusta. L’itinerario continua in ripida discesa fino a un bivio.

Km 19,800 – Al bivio si svolta a sinistra continuando a scendere fino a raggiungere una strada bianca. Si prosegue costeggiando una staccionata in legno fino a una strada cementata, dove si svolta a sinistra. Da questo punto si gode un bello scorcio sul centro storico di Serravalle. Si continua a scendere fino a un cancello che porta sull’acciottolata e caratteristica via Piai.

A questo punto ci sono due alternative: allungare il percorso con la possibilità di due varianti, oppure rientrare verso il punto di partenza in piazza Giovanni Paolo I. Nel primo caso, si deve tenere la sinistra fino a sbucare in Via Roma e subito dopo nella bellissima piazza Marcantonio Flaminio (la descrizione continua in fondo); nel secondo caso, invece, svoltando immediatamente a destra si oltrepassa  una porta nel muro di cinta e si accede al Parco Segreto, una silenziosa piccola area verde con giochi per bambini e panchine, lontana dal traffico, ma in realtà a pochi passi dalla città. Vi si trova anche una fontanella.

Percorrendo il margine inferiore del parco, si esce attraverso l’apertura posta sull’ altro lato.

Km 20,400 - Raggiunta via Niccolò Tommaseo (sulla destra l’ingresso al Collegio Dante Alighieri), si continua sulla destra in leggera salita lungo il muro del collegio, incrociando in sequenza sulla sinistra due strade (via Francesco Troyer e via Annibale Pagliarin) fino ad attraversare un passaggio a livello. Siamo ora in un altro piccolo borgo caratteristico di Vittorio Veneto: Borgo Olarigo. Deviando brevemente sulla destra se ne possono esplorare i vicoli, che a Natale si trasformano in un affascinante percorso con decorazioni in legno, lanterne e piccoli angoli a tema, realizzati dagli abitanti.

Km 20,850 – Ritornati sul percorso principale, si gira a sinistra in via Cal dei Romani, e si continua fino a incrociare via Bassano del Grappa; si attraversa la strada, imboccando via del Meril, che dopo pochi metri diviene sterrata.

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